25 mar 2008

Accesa la fiamma olimpica, contestazioni pro-Tibet



OLIMPIA (Grecia) - La fiamma delle Olimpiadi di Pechino è stata accesa nell'antica Olimpia, di fronte al tempio di Era. Non senza qualche problema. Durante la cerimonia infatti, giudicata a rischio per la questione Cina-Tibet, tre persone hanno cercato di avvicinarsi alla tribuna autorità mentre Liu Qi, responsabile del comitato olimpico cinese, teneva il suo discorso. I manifestanti hanno esposto striscioni in cui si faceva riferimento ai diritti umani dei tibetani e uno di loro in particolare è riuscito più degli altri ad arrivare vicino alla fiaccola, mostrando una bandiera nera con cinque manette al posto dei cinque cerchi olimpici. Immediato l'intervento degli agenti, che erano oltre mille a presidiare la zona. In tutto, sembra che siano state 25 le persone fermate.

"E' sempre triste che ci siano delle contestazioni - ha detto il presidente del Cio, Jacques Rogge - La cosa più importante è che comunque siano state non violente". Le immagini della contestazione, trasmesse da tutte le tv del mondo, sono poi state censurate dalle autorità cinesi.

La fiamma comunque è stata accesa. Come vuole la tradizione con l'aiuto di uno specchio che concentra i raggi solari. La "sacerdotessa" di Era che ha officiato la cerimonia è stata l'attrice Maria Nafpliotou. La prima parte della staffetta, ora, porterà la fiamma dei Giochi da Olimpia ad Atene, dove arriverà il 30 marzo allo stadio Panatenaico, percorrendo 1.528 chilometri portata dalle torce di 605 tedofori: allo stadio si svolgerà la cerimonia di consegna da Atene a Pechino. La fiamma arriverà il 31 marzo in aereo a Pechino, da dove partirà il percorso internazionale della staffetta: 130 giorni e 137.000 chilometri nei cinque continenti (in Europa le tappe saranno Istanbul, San Pietroburgo, Londra e Parigi) per poi percorrere la Cina. E' previsto che la torcia possa essere anche portata sul tetto del mondo, sugli 8.844,43 metri del monte Qomolangma, come i cinesi chiamano l'Everest: il programma per ora è confermato, nonostante la situazione in Tibet. Il tentativo dipenderà, secondo la versione ufficiale, dalle condizioni meteo e partirà da quota 8.300, dove la fiamma arriverà in elicottero.

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