16 ott 2007

Quanto ne sapevano gli antichi


"Nulla è nell'intelletto che prima non sia stato nei sensi" (Aristotele).


Oltre che in ambito terapeutico (riabilitazione) e sportivo, l'esercizio fisico sta sempre più assumendo un ruolo primario per la salute in generale. Ciò che ha portato alla ribalta l'indispensabilità di una corretta attività fisica regolare è stato, in primis, l'attuale "modus vivendi" dell'uomo "civilizzato".

Al pari di una sana alimentazione, scioltezza (stretching) muscolare, forza muscolare, mobilità articolare e capacita motorie, sono sempre stati elementi imprescindibili per la salute, la sopravvivenza e l'evoluzione dell'uomo.
Di tutte le strutture del sistema nervoso centrale, più di un quarto partecipano direttamente e più della metà indirettamente alla pianificazione e all'esecuzione dei movimenti; l'uomo quindi, con i sui 650 muscoli e 206 ossa, è un "animale motorio". Azioni e movimenti hanno un ruolo centrale nei processi di rappresentazione mentale, a partire dalla fase embrionale. L'embrione, infatti, è innanzitutto un organismo motorio. Nella fase embrionale, in quella fetale e in quella della prima infanzia, l'azione precede la sensazione: vengono compiuti dei movimenti riflessi e poi se ne ha la percezione. La propriocezione, la coscienza di , deriva dalle informazioni dei recettori sensoriali situati nei tendini, nei muscoli, nell'articolazioni e nei visceri (propriocettori ed enterocettori), nella cute (esterocettori cutanei), nell'apparato vestibolare e negli occhi (esterocettori retinici), da loro dipende la conoscenza su quale è la nostra "conformazione" e posizione spaziale; in qualche misura, per rispondere alla domanda "chi sono io?", occorre anche rispondere alla domanda "dove sono io?". E' dai riflessi propriocettivi che nascono le rappresentazioni mentali (engrammi) che consentono la nascita di abilità motorie complesse e delle stesse idee.
Le funzioni motorie e il corpo, considerati in molte culture come entità inferiori e subordinata alle attività cognitive e alla mente, sono invece all'origine di quei comportamenti astratti di cui siamo fieri, compreso lo stesso linguaggio che forma la nostra mente e nostri pensieri. Perdere il controllo sul proprio corpo significa, di conseguenza, perdere il controllo sui propri pensieri ed emozioni.
D'altro canto, nei momenti critici (stress intenso), il sistema muscolare costituisce un sistema ad alta priorità: quando è attivato, gli altri sistemi, come quelli responsabili della percezione delle sensazioni, dell'attenzione, delle attività cognitive ecc., sono in stato di relativo blocco, in quanto tale stato è legato nell'inconscio all'esecuzione di azioni importanti per la sopravvivenza, come la fuga, l'attacco, la ricerca del cibo, di un partner sessuale, del nido. Un gruppo di muscoli in tensione esercita un'influenza su altri muscoli, sia per un fatto muscolare che nervoso (i neuroni eccitati eccitano quelli vicini).
Infine oggi sappiamo quanto la semplice passeggiata in un habitat naturale sia un potente riequilibratore dell'attività dei due emisferi cerebrali e ciò è dovuto sia all'armonico impiego del sistema tonico posturale sia alla produzione di endorfine scatenata dall'esercizio fisico prolungato nel tempo. La totale integrazione mente-corpo è stata definitivamente dimostrata dalla psiconeuroendocrinoimmunologia.

L'esercizio fisico è indispensabile anche per la naturale fisiologia di un altro importante organo regolatore del benessere globale dell'individuo: la fascia connettivale (tessuto connettivo). La fascia è una componente fondamentale, spesso trascurata, che influenza in modo essenziale la muscolatura e la fisiologia dell’intero organismo.
L’importanza fisiologica del tessuto connettivo è maggiore di quanto si supponga normalmente. Esso costituisce circa il 16% del peso corporeo e prende parte alla regolazione dell’equilibrio acido-base, del metabolismo idrosalino, dell’equilibrio elettrico e osmotico, della circolazione sanguina (in particolare venosa) e della conduzione nervosa (riveste e forma la struttura portante dei nervi ed è sede di numerosissimi recettori sensoriali). Infiltrato in tutto l’organismo, è l’intermediario delle interazioni fra i liquidi corporei; cattura e libera i prodotti del metabolismo. Nelle cellule di questo tessuto, le sostanze possono subire azioni enzimatiche per poi essere nuovamente assimilate dall’organismo. Inoltre, data l'enorme presenza di esterocettori e propriocettori nervosi, il tessuto connettivo assume un ruolo fondamentale all'interno del sistema dell'equilibrio (sistema tonico posturale) ossia nella determinazione della postura individuale.
Si deve quindi prendere coscienza del fatto che il tessuto connettivo è tutt'altro che solo un tessuto di riempimento-rivestimento e di sostegno-interconnesione degli organi.
Nel sistema miofasciale (muscolo-fasciale) del nostro corpo, ciascun muscolo, organo viscerale, vaso (sanguineo e linfatico), nervo, osso, articolazione ecc. è rinchiuso nel proprio involucro fasciale. Tali involucri, a loro volta, formano un reticolo ubiquitario, che avvolge e, al tempo stesso, sostiene e collega tutte le unità funzionali del corpo. Infine, questi robusti strati elastici formano anche uno strato superficiale, che funge da contenitore e da sostegno frenante per tutto il corpo: le fasce superficiali poste sotto la pelle. Si tratta quindi di un vero e proprio secondo scheletro, questa volta fibroso.
Il muscolo è tenuto in sede tramite lamine connettivali (aponeurosi o aponevrosi) ed è racchiuso nelle fasce come la polpa di un'arancia lo è nelle pareti cellulari che la suddividono (perimisio ed endomisio). Le fasce connettivali, che non vanno quindi confuse con i muscoli, in quanto stato protettivo e di sostegno, risultano più stabili dei muscoli.
Tramite la fascia connettivale i muscoli si strutturano e funzionano, in realtà, come catene muscolari o meglio miofasciali. Come vedremo in seguito, questo concetto è alla base dell'innovativo metodo di allungamento muscolare: lo stretching globale attivo.
In un corpo sano, le fasce profonde consentono alle strutture adiacenti di scivolare una sull'altra. Tuttavia, in seguito a malattie infiammatorie, come ad esempio nei casi di contratture muscolari croniche, o a lesioni traumatiche, si ha la formazione di cicatrici aderenziali nei diversi strati che aumentano l'attrito interno durante la contrazione muscolare e contrastano i movimenti e quindi l'allungamento del muscolo. Questi strati, come fossero incollati, non scivolano più costringendo le strutture adiacenti a trazionarsi concorrendo così all'affaticamento e alle tensioni generali.
Inoltre, un muscolo che lavora persistentemente in accorciamento oltre a ridurre la parte connettivale può diminuire il numero di sarcomeri (al contrario, un muscolo che lavora in allungamento tende ad aumentare la parte connettivale e il numero di sarcomeri). Si ha così la formazione di un muscolo retratto. Se non ci si oppone abbastanza contro le retrazioni cicatriziali (tramite stretching, mobilizzazioni articolari, massaggi ecc.), esse si trasformano in fibrosità capaci di rendere irreversibili posture anomale (con conseguenti risvolti psicologici) fino a una vera e propria impossibilità di movimento articolare (come ad esempio dopo una lunga immobilizzazione di un arto).
Le retrazioni di origine connettivale non solo condizionano posizioni anomale, ma riducono anche la circolazione del sangue e la conduzione nervosa, interessando quindi anche il tono muscolare e la salute globale dell'individuo.

Lo stile di vita attuale, sempre più "innaturale", rende indispensabile un corretto e regolare esercizio fisico. A conferma dell'urgenza vitale dell'attività fisica, il Dipartimento dell'Agircoltura degli Stati Uniti (USDA) ha inserito l'esercizio fisico giornaliero alla base della nuova piramide alimentare.
Le superfici innaturali su cui viviamo (terreno piano, sedie, scrivanie) causano, come primo effetto, problemi posturali e perdita di propriocettività e abilità motorie con tutto ciò che ne consegue. Lo stress comporta tensione pschica e muscolare nonché alterazione della fisiologica respirazione, e ciò può bloccare lo stato di benessere. I ritmi frenetici della vita moderna impongono un eccessivo utilizzo dei sensi esterocettivi (vista e udito) che porta a una graduale diminuzione del "sentire" il nostro corpo (dispercezione corporea) lasciando spazio a tensioni inconsce, ovvero permanenti, a danno di articolazioni, muscoli, tendini, postura, psiche ecc.
Traumi (fisici e ed emotivi) e cicatrici infine sono in grado di amplificare tutti questi effetti negativi.

Un programma di esercizio fisico deve evidentemente essere personalizzato, ossia rispondere alle specifiche esigenze (morfologiche, fisiologiche, psichiche e di obiettivo), e completo, al fine di colmare tutte le lacune imposte dal "logoria della vita moderna". Per ottenere ciò il programma deve includere specifici esercizi di: stretching e rinforzo muscolare, mobilizzazioni articolari e rieducazione motoria. Grazie allo svolgimento regolare di tale attività fisica, è possibile migliorare considerevolmente il nostro benessere fisico e psichico nonché le prestazioni sportive oltre a rappresentare uno straordinario strumento di prevenzione. I benefici dimostrati di un'attività fisica moderata e completa sono:

L'esercizio fisico è sempre presente all'interno di un programma di rieducazione posturale e aumenta la sua efficacia se utilizzato in sinergia con una sana alimentazione, massaggi e tecniche di rilassamento e salute mentale.

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